Modifiche all'articolo 1 - inserimento nuovi commi
Art 1 - NUOVO COMMA
- PROPONENTE:
Comitato zona 6 Milano
Si propone di inserire un nuovo comma all'articolo 1 denominandolo
"Criteri di valutazione degli studenti".
La scuola s'impegna a definire in modo trasparente, quali criteri di valutazione intende adottare. Deve dichiararlo anticipatamente e in modo comprensibile per gli studenti.
Art 1 - NUOVO COMMA
- PROPONENTE:
Comitato Napoli 1
articolo di nuova introduzione al fine di promuovere la sperimentazione di nuove metodologie e didattiche.
“Lo Stato promuove l’innovazione e la sperimentazione con finanziamenti pubblici e percorsi che abbiano validità pluriennale (sull’intero ciclo), certificati a livello nazionale, nell’ambito dell’autonomia, conformi a linee guide dettate dal Ministero.”
Art.1 Comma 9bis - Educazione Civile
- PROPONENTE:
Comitato Bacone-Stoppani, Caterina da Siena Milano
EDUCAZIONE CIVILEAl fine di favorire la formazione del cittadino e della cittadina secondo i principi enunciati al comma 1 del presente articolo, lo stato promuove l'educazione civile, intesa sia come disciplina autonoma, sia come insegnamento trasversale ed interdisciplinare, per l'intero percorso formativo.
A tal fine lo stato assicura a ciascun Istituto scolastico una dotazione di docenti opportunamente specializzati/e per garantire due ore settimanali di insegnamento.
COMMENTO
L'educazione civile viene proposta secondo
i principi dell'associazione EducaCi, che si è creata nel 2005 proprio
allo scopo di diffonderne l'insegnamento. Lo scopo è quello di
costruire la figura del buon cittadino, cioè di quel cittadino che:
conosce la Costituzione ed i suoi principi ispiratori, l'organizzazione democratica dello stato e la funzione delle varie istituzioni;
comprende i meccanismi sempre più complessi che regolano la società;
nutre valori per i quali l'interesse collettivo merita la stessa o maggiore attenzione dell'interesse personale e privato;
coltiva le virtù civiche: l'appartenenza, la solidarietà, l'impegno, il senso di responsabilità;
ha fiducia negli altri, li rispetta e rispetta la loro libertà, come rispetta i beni pubblici.
L'educazione civile viene proposta come disciplina autonoma, oltre che trasversale ed interdisciplinare, con un insegnante munito di preparazione specifica.
L'educazione civile viene proposta per l'intero percorso formativo, dall'infanzia alla scuola superiore, perchè cittadini non si nasce, ma si diventa con un lungo percorso.
L'educazione civile è basata sui valori ed i principi della Costituzione, perchè, in un periodo in cui si riscontra una preoccupante mancanza di valori, occorre rinnovare l'impegno educativo della scuola e non solo pensarla come luogo di trasmissione di cultura.
Si propongono diverse educazioni, ad esempio:
l'educazione costituzionale, per colmare un grave vuoto di conoscenza;
l'educazione alla cittadinanza democratica e pluralista, per educare al senso di appartenenza ed alla condivisione di principi e valori (libertà, uguaglianza, democrazia);
l'educazione alla legalità, allo scopo di educare alla responsabilità di ciascuno nel rapporto con gli altri, per far crescere il senso civico;
l'educazione all'identità storico artistica, allo scopo di costruire un'identità collettiva ed un senso di appartenenza alla comunità nazionale;
l'educazione ambientale ed ecologica, allo scopo di modificare gli stili di vita nella direzione di uno sviluppo sostenibile;
l'educazione alla non violenza ed alla pace, in un mondo intriso di violenza, persino a scuola (episodi di bullismo);
l'educazione televisiva e multimediale, allo scopo di trasformare da spettatori passivi e sottomessi in spettatori liberi e critici, da sudditi a cittadini della società della comunicazione.
L'educazione civile viene proposta con una metodologia pratico operativa, motivando gli alunni ad un protagonismo creativo e responsabile, dove essi diventino portatori di valori e di comportamenti responsabili.
Art 1 NUOVO COMMA
- PROPONENTE
Comitato Comprensivo n°7 di Bologna
La proposta di legge chiarisce il valore educativo della refezione scolastica. Sarebbe necessario approfondire l’argomento anche dal punto di vista della qualità della refezione e delle sue connessioni con le tematiche ambientali e dell’economia etica. Proponiamo di inserire un nuovo comma:
Gli Enti locali garantiscono un elevato qualitativo della refezione scolastica. Ciascuna Istituzione scolastica, in accordo con gli Enti locali, istituisce una commissione mista formata da rappresentanti degli insegnanti e dei genitori con il compito di controllare la qualità dell’intero ciclo di produzione e somministrazione pasti, compresa la definizione delle diete e l’acquisto delle materie prime. E’ obbligatoria l’introduzione di alimenti biologici, fino al raggiungimento del 100% dei prodotti utilizzati entro quattro anni dall’entrata in vigore della presente legge. Gli Enti locali devono incentivare l’acquisto di materie prime provenienti dai circuiti del mercato equo e solidale.
Art. 1 NUOVO COMMA
- PROPONENTE
Comitato Comprensivo n°7 di Bologna
Accanto alla funzione docente, ben delineata al comma 13, è necessario ridefinire i principi della funzione dirigente. I dipartimenti universitari eleggono al proprio interno il proprio direttore (con mandato a termine), le Università eleggono al proprio interno il Rettore (con mandato a termine): perché le istituzioni scolastiche devono invece subire l’imposizione dall’alto di un dirigente selezionato secondo logiche discutibili e inamovibile? L’eleggibilità del dirigente scolastico rafforzerebbe enormemente il principio dell’autogoverno della scuola. Proponiamo l’inserimento di questo comma:
La carica di dirigente scolastico è elettiva. I docenti di ruolo e quelli con incarico annuale, il personale non docente di ruolo e con incarico annuale eleggono alla carica di dirigente un docente di ruolo della propria Istituzione scolastica. L’incarico ha durata triennale, rinnovabile una sola volta per uguale durata. Per tutta la durata dell’incarico, il dirigente eletto è esonerato dall’attività didattica.
Art, 3 NUOVO COMMA (12 bis)
- PROPONENTE:
Comitato di Monza
La Scuola Media consolida le conoscenze acquisite precedentemente, introduce nuove competenze disciplinari e favorisce l’orientamento dell’alunno/a nel proseguimento degli studi. Il triennio è finalizzato al compimento del ciclo di studi previsto, al termine del quale l’alunno/a sarà chiamato /a a sostenere l’esame di Stato valido per l’ammissione alla Scuola Superiore. Il quarto anno è finalizzato all’orientamento dell’alunno/a. Il programma curricolare sarà pertanto organizzato in maniera da far sperimentare ai/alle ragazzi/e tutte le 5 macro aree in cui si articola la Scuola Superiore.
Art. 4 - Scuola Superiore (Si propone di inserire dopo il comma 5)
- PROPONENTE
Comitato di Parma
Nel corso del triennio di indirizzo, al fine di raggiungere gli obiettivi di cui al comma 2 del presente articolo e di agevolare le scelte professionali future degli/delle studenti, mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro, dell’università e della ricerca, le Scuole Superiori di tutte le macro-aree organizzano percorsi studio-lavoro con finalità formative e di orientamento. Questi dovranno avere una durata compresa tra le due e le tre settimane e si effettueranno nel corso dell’anno scolastico, sulla base di apposite convenzioni stipulate tra le Scuole ed i datori di lavoro pubblici o privati del territorio di riferimento (aziende, cooperative, laboratori di ricerca, biblioteche, musei, agenzie di controllo del territorio ...). Sono esclusi dalle convenzioni i Centri e gli enti di Formazione Professionale e le Agenzie Regionali per l’Impiego.
Questi percorsi potranno prevedere sia l’intervento di esperti in classe sia l’inserimento del/la singolo/a allievo/a nella realtà di lavoro e di ricerca convenzionata. Gli interventi di esperti verranno progettati appositamente per la classe su argomenti e tematiche specifiche correlate con l’indirizzo di riferimento e si svolgeranno in orario curricolare e in compresenza con i/le docenti. Gli inserimenti dei/lle singoli/e allievi/e nelle realtà di lavoro verranno progettati in modo che essi possano essere funzionali al complessivo percorso di apprendimento.
I soggetti promotori avranno l’obbligo di assicurare gli/le studenti, mediante specifica convenzione con l’INAIL e per la responsabilità civile, e di garantire la presenza di un tutore come responsabile didattico-organizzativo delle attività, che a conclusione dei percorsi dovrà documentare le attività svolte dal/la studente in una relazione scritta da inviare all’Istituto Scolastico.
La Scuola è tenuta a verificare con lo/a studente la veridicità di quanto dichiarato dal tutore e la validità dell’esperienza dei percorsi, richiedendogli/le di descrivere in forma scritta le attività svolte e di esprimere un giudizio nel merito, anche attraverso la formulazione di questionari elaborati dall’Istituto. La Scuola attesta la frequenza da parte dello/a studente dei percorsi studio-lavoro, nonché gli obiettivi raggiunti nelle attività di laboratorio con gli esperti realizzate nel percorso scolastico, che lo/la studente potrà inserire nel suo curriculum vitae. L’organizzazione dei percorsi studio-lavoro è obbligatoria per tutte le Scuole, nel rispetto di tutte le condizioni descritte in questo comma, ma la frequenza, per quanto concerne l’inserimento nella realtà di lavoro, è a discrezione dello/a studente.
I percorsi studio-lavoro, in entrambe le tipologie previste, potranno essere progettati in modo da costituire occasione formativa certificabile, anche per il personale docente coinvolto.
Art.1 Trasparenza (NUOVO COMMA)
- PROPONENTE:
Comitato Bologna 1
Le scuole sono molto carenti rispetto al tema della trasparenza e dell'accesso agli atti. Molto spesso le norme che regolano questi aspetti vengono completamente ignorate. Inoltre, sono molto arretrate sul piano della comunicazione, in particolare per quanto riguarda l'uso delle tecnologie informatiche. Tutto questo è parte essenziale di un discorso omogeneo e coerente sulla partecipazione. Proponiamo quindi di inserire un nuovo comma. Art. 1 nuovo comma:
Le Istituzioni scolastiche garantiscono la più ampia informazione sulle proprie attività. Tutti gli atti sono pubblici, ad eccezione delle parti contenenti dati sensibili. Tutti i genitori, le/gli insegnanti, le/gli studenti possono prenderne visione.
Ogni Istituzione scolastica è dotata di un proprio sito Internet, costantemente aggiornato in merito all'attività didattica, ai progetti di integrazione tra scuola e territorio, alle attività e alle decisioni degli Organi Collegiali, agli atti amministrativi e ad ogni altro aspetto dell'attività istituzionale.
Stato ed Enti locali assicurano adeguati finanziamenti annuali ai progetti di comunicazione basati sull'utilizzo delle tecnologie informatiche.
Art.3 NUOVO COMMA
- PROPONENTE:
assemblea dei comitati del milanese
Il Ministero promuove sperimentazioni che abbiano lo scopo di realizzare percorsi di unificazione tra scuola elementare e media. L'organizzazione delle attività didattiche sarà attenta ai bisogni degli alunni dando ampio spazio alla didattica laboratoriale, all'interdisciplinarietà, alla cooperazione.
Tali percorsi di sperimentazione sono finalizzati all'individuazione di un modello organizzativo e didattico che permetta il superamento, in prospettiva, della divisione tra elementare e media e la formazione di un unico ciclo di otto anni.
