Modifiche all'articolo 1 comma 10
(Le modifiche proposte in neretto corsivo)
Art 1 comma 10 - Governo delle discontinuità
- PROPONENTE:
Comitato zona 4 Milano
Ratio:
si discute
ampiamente su natura, scopo ed effettiva attuazione dei principi
che diedero vita agli istituti comprensivi. E' parere di diversi
insegnanti presenti alla riunione che, sul piano didattico e riguardo
all'effettivo collegamento tra elementare e media, gli istituti
comprensivi abbiamo mostrato non poche lacune. Infatti, se non c'è una
reale progettazione ed attuazione comune sul piano della didattica
(p.e. del curricolo verticale), la natura del comprensivo viene ridotta
a mero aspetto burocratico/organizzativo, e non è infrequente che lo
scollamento si verifichi poi in modo palese nei collegi docenti
unitari, quando le scuole di diverso grado sono chiamate ad esprimersi
su stessi punti, ciascuna portando proprie esigenze ed opinioni spesso
confliggenti proprio a causa di un mancato lavoro comune pregresso.
Inoltre, dal comma così come scritto non è evidente che il governo
delle discontinuità non è relativo solo alle realtà dei comprensivi
(che si fermano alla scuola media inferiore), ma è ben marcato anche
nel passaggio dalla media alle superiori, laddove è più alto il rischio
di dispersione scolastica o di abbandono degli studi. Si propone quindi
la modifica del comma in questi termini:
Ogni Scuola del Sistema Educativo di Istruzione statale e non realizza i necessari collegamenti con quella precedente e quella successiva, per governare lediscontinuità del processo di apprendimento. Anche a partire dalla verifica dell'esperienza degli Istituti Comprensivi e del passaggio dalla scuola media alla scuola superiore, il Ministero della Pubblica Istruzione promuove e sostiene, con appositi progetti, percorsi di raccordo da attuare tra docenti, con gli/le alunni/e e con il coinvolgimento delle famiglie.
L’eliminazione del termine "statale e
non" dipende dal fatto che l'intenzione è di portare le scuole non
statali ad assumere come modello, al fine di poter essere parificabili,
la legislazione che riguarda le scuole statali (e quindi non è nostro
compito legiferare riferendosi anche alle scuole non statali).
- PROPONENTE:
Comitato Senago
Le scuole devono comunicare tra loro, devono governare le
discontinuità tra ordini di scuola, cosa che genera la dispersione
scolastica.
Si propone di modificare l’ultimo periodo:
A partire dalla verifica dell’esperienza degli Istituti Comprensivi, il Ministero della Pubblica Istruzione promuove e sostiene curricoli ponte e percorsi di raccordo da attuare tra docenti, con gli /le alunni/e e con il coinvolgimento delle famiglie”.
- PROPONENTE:
Comitato Napoli 1
Durante la discussione è emerso che l’accorpamento di più plessi sotto
un’unica dirigenza e segreteria, troppo spesso non ha garantito la
continuità ma al contrario ha accentuato la competizione tra i vari
livelli di scuola. Si rileva inoltre che la costituzione degli
Istituti Comprensivi ha rappresentato il primo vero taglio agli
organici e il concentrarsi di enormi plessi, più difficili da gestire.
Poiché l’articolo in questione non perde in efficacia con la
cancellazione della frase in oggetto, si ritiene perlomeno rischioso
promuovere la costituzione di nuovi Istituti Comprensivi che potrebbe
essere interpretata nel segno dei tagli alle risorse, al personale ata
e collaboratori scolastici.
Si propone di cancellare la parte che recita
“A partire dalla verifica dell’esperienza degli Istituti Comprensivi,”
- PROPONENTE
Comitato Gambaro/Volta Torino
Specificare in particolare i n questo articolo la distinzione fra pubblico e non , statale e non, regionale e non. IN TUTTA LA BOZZA C'E' CONFUSIONE.
E' utile anche capire i rapporti con le scuole comunaliInoltre governo è troppo forte meglio gestione
10. Gestione delle discontinuità. (...)
- PROPONENTE:
Comitato Zona2 Milano
Quando si dice “ il Ministero della Pubblica Istruzione promuove….” ,
si suggerisce di scrivere “ promuove e sostiene un’integrazione reale
degli Organismi Collegiali, su contenuti e metodologie, una formazione
integrata dei docenti, e una gestione economica unitaria degli
Istituti”. L'articolo verrebbe così riformulato:
A partire dalla verifica dell’esperienza degli Istituti Comprensivi, il Ministero della Pubblica Istruzione promuove e sostiene, con appositi progetti, un’integrazione reale degli Organismi Collegiali, su contenuti e metodologie, una formazione integrata dei docenti e una gestione economica unitaria degli Istituti.
- PROPONENTE:
GASP (BO) fatto proprio da Comitato genitori Attivi Pongo e Peggy, Casalecchio
Riteniamo che la continuità sia un valore fondamentale per
garantire una scuola veramente di qualità. Continuità di organico (se
ne parla all’interno dell’art 1.6.) ma anche e soprattutto continuità
didattica. E’ da almeno dieci anni che si tenta di “raccordare” meglio
scuola elementare e scuola media per superare quello che oggi è uno dei
maggiori problemi della nostra scuola: le pesanti carenze dei nostri
ragazzi/e in uscita dalla scuola media con evidenti ripercussioni nei
tassi di abbandono scolastico della scuola superiore. E’ un fenomeno
evidenziato da diverse indagini internazionali: le stesse che
individuano nella nostra scuola elementare/infanzia un punto di
eccellenza.
Ripristinando l’organizzazione dei cicli
pre-Berlinguer la bozza elude il tema fondamentale di un maggior
raccordo tra medie ed elementari o tra medie e superiori. Questa
mancanza, che fa apparire la bozza eccessivamente conservatrice, non è
colmabile con un semplice emendamento. Richiederebbe una posizione
unitaria da parte del mondo della scuola, oggi impensabile, e una
conseguente ristrutturazione dell’intero impianto riguardante la scuola
primaria.
In questa sede ci limitiamo quindi a richiedere un
rafforzamento del concetto di continuità. Proponiamo quindi di parlare
di “Valorizzazione della continuità” anziché di “Governo della
discontinuità”, (riteniamo che sia la continuità, il valore da
presevare) e di inserire qualche proposta concreta sul raccordo
didattico elementare-media per evitare che la continuità rimanga solo
una buona intenzione
(aggiunta in coda all’attuale) …
dove non siano presenti Istituti Comprensivi, ogni scuola elementare lavora in rete con la scuola media di riferimento (definizione a cura degli enti locali) nell’attuazione collegiale del curricolo unitario di cui al comma11.
- PROPONENTE:
Comitati di Roma
a) Ci sembra assai giusto e generalmente ignorato che la crescita dei bambini avviene anche attraverso momenti e percorsi di discontinuità. E’ importante perciò riconoscere questi momenti e dedicare loro l’attenzione e la cura necessarie per attenuare eventuali disagi e sofferenze. L’evocazione anche in forma non pertinente della continuità in alcuni casi serve a nascondere problemi, difficoltà e diversità comunque esistenti.
b) A Roma, per quanto a nostra conoscenza, non ci sono state esperienze positive degli Istituti Comprensivi. Si sono verificati episodi clamorosi di conflitti tra docenti di ordine di scuola diversi, Dirigenti che hanno tentato e a volte sono riusciti ad imporre modelli amministrativi e ordinamentali della scuola media anche alla scuola elementare per esempio per quanto riguarda la chiamata dei supplenti o la gestione delle 40 ore relative ai Consigli di Classe. Ma l’effetto più negativo è stato quello di “secondarizzare” la scuola elementare ignorando il suo carattere unitario e spingendo su un insegnamento indebitamente “disciplinarizzato”.
Per queste ragioni ritengo che la Legge debba ripristinare le Direzioni Didattiche della Scuola dell’Infanzia e separare le Direzioni delle Scuole Elementari da quelle delle Scuole Medie. Alle diversità d’età dei bambini corrispondono diversità di caratteristiche e bisogni dei bambini e dei ragazzi stessi, mi sembra giusto che queste distinzioni vengano recepite nelle peculiarità degli stessi generi d’edilizia scolastica ed anche nei modi di organizzare amministrativamente e didatticamente le scuole.
Inoltre, esiste il problema di rimettere mano al ragionieristico “dimensionamento” che, almeno a Roma e nel Lazio è stato causa di grandi disastri: Comuni rimasti senza scuole, scuole non adatte ad alunni e studenti d’età diverse, marmellate di scuole superiori di indirizzi inconciliabilmente diversi. La base di calcolo per il ” piano di dimensionamento” è stato il numero degli alunni che ha costituito un segmento importante della aziendalizzazione delle scuole. E’ importante che la base di calcolo per la dimensione delle scuole siano le classi, forma didattica e organizzativa specifica ed ineludibile delle Istituzioni Scolastiche.
Pertanto, l’ultimo capoverso del comma 10 dovrebbe essere così modificato :“Il Ministero dovrà procedere ad istituire le Direzioni Didattiche delle Scuole dell’Infanzia con un numero massimo di 25 sezioni per ogni Direzione. Dovrà separare le Direzioni delle Scuole Elementari da quelle delle Scuole Medie. Le Scuole Elementari saranno costituite da non più di 25 classi, le Scuole Medie da non più di 24 classi. Le Scuole Superiori saranno costituite da non più di 25 classi.”
- PROPONENTE:
Comitati di Napoli
Riscrittura:
Ogni Scuola del Sistema Educativo di Istruzione realizza i necessari collegamenti con quella precedente e quella successiva (eliminare "statale e non"), per governare la discontinuità del processo di apprendimento. (Eliminare eventualmente "A partire dalla verifica dell'esperienza degli Istituti Comprensivi") Il Ministero della Pubblica Istruzione promuove e sostiene, con appositi progetti e relativi incrementi di organico, percorsi operativi di raccordo didattico da attuare fra docenti di scuole di ordine e grado diverso, con gli/le alunni/e e con il coinvolgimento delle famiglie. Vengono prioritariamente messi in atto progetti di attività didattica nelle classi terminali ed iniziali di ogni ordine di scuola, basati sull'analisi delle specifiche situazioni socioculturali del territorio e delle particolari esigenze degli/lle alunni/e coinvolti, da realizzare attraverso compresenze dei docenti dei differenti ordini di scuola coinvolti.
La realizzazione di tali progetti deve essere svolta senza sottrarre risorse alla normale attività didattica delle singole scuole coinvolte; per tale motivo e con particolare riferimento al mantenimento delle compresenze ed alla continuità didattica nella Scuola Elementare, il Ministero della Pubblica Istruzione, sulla base dei progetti elaborati dalle singole scuole, prevede incrementi di dotazione di organico, tali da consentire l' utilizzazione del personale coinvolto nel progetto anche per l' eventuale durata dell'intero anno scolastico.
Nel caso in cui il progetto di raccordo preveda tempi inferiori all' intero anno scolastico e sulla base di programmati interventi specifici di potenziamento, consolidamento e recupero, il monte ore eccedente del personale coinvolto nei progetti in questione sarà impiegato in attività di compresenza nella scuola di appartenenza.
La ratio della proposta è semplice:
-creare un raccordo reale, operativo sul campo (cioè nella concreta attività didattica) tra i diversi ordini di scuola;
-
gestire in modo fattivo il passaggio verso saperi via via più
settoriali e specialistici (dalle elementari alle medie, dalle medie
alle superiori);
- favorire lo scambio concreto, non teorico, di esperienze reali, modalità di approccio e metodologie didattiche differenti;
-favorire
fra insegnanti di ordini e gradi di scuola diversi la reciproca
comprensione e quindi la successiva consapevolezza dei differenti
specifici, a livello di obiettivi formativi e cognitivi, di
metodologie, prestazioni (il termine è orrendo, comunque serve a
comprenderci) essenziali richieste ad alunni/e;
- in
conseguenza dell'incremento di organico (fondamentale per garantire le
compresenze nelle prime elementari: gli/le insegnanti delle elementari
coinvolte in tali progetti, nell'anno successivo alla classe quinta non
sarebbero impiegati/e su una nuova prima, ma svolgerebbero lavoro di
raccordo in prima media e, per il monte ore residuo, sarebbero
impiegati/e nella scuola di appartenenza ad ulteriore rinforzo),
si
creerebbe anche nella scuola media e nel biennio delle superiori un
monte ore da adoperare in specifiche attività di compresenza, il che
garantirebbe lo svolgimento di reali e diffuse attività di recupero,
consolidamento e potenziamento anche in questi ordini di scuola. In
poche parole, si risolverebbe in modo quasi automatico l'annoso
problema delle compresenze nella scuola media.
