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Legge popolare per una buona scuola per la Repubblica

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LEGGE POPOLARE

barchetta
Ottobre 2006
legge n°1600 della XV legislatura
Lettera aperta
Giugno 2005
La bozza di lavoro
Agosto 2005
Alle Presidenti e ai Presidenti dei Consigli di Circolo e dei Consigli di Istituto
Settembre 2005
Proposte di modifica
Gennaio 2006
Il testo della legge
Approvato dall'assemblea dei Comitati promotori nell'assemblea nazionale di Roma del 21 e 22 gennaio 2006
Relazione introduttiva
Questa relazione ha accompagnato la legge di inziativa popolare nella presentazione alla Corte di Cassazione
I Comitati buona scuola
 

Intercultura nelle Scuole a Milano: dov’è Samira?

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Il Comune di Milano sta correndo sempre più velocemente verso il proprio suicidio strategico e culturale, di cui le premesse si potevano notare dall’anno scorso quando il Comune ostacolò la celebrazione del capodanno cinese e l’Assessore all’Educazione annullò una conferenza stampa col Provveditore agli Studi e l’intero corpo Consolare della Cina.; sgarbo mai più perdonato dal sottoscritto, dalle scuole e dal Consolato Cinese.

Luigi Ambrosi è una figura storica dell'intercultura milanese.
Vi riproponiamo alcuni suoi contributi (profetici e ancora attuali)

19 luglio 2004

intercult02.gifDov’è Samira, la nuova alunna marocchina? Samira è in stato d’abbandono in classe; ora che facilitatori linguistici e mediatori culturali sono tornati nelle classi non è possibile starle dietro, non capisce la mia lingua e nemmeno io la sua ed in classe sono in molti a dover essere seguiti. E dov’è Davide, giunto a novembre dalla Romania? Lui girovaga in classe, anch’egli in stato di abbandono. Chi ha tempo e possibilità di seguirli? Si riesce appena a farli socializzare, in attesa di tempi migliori; solo un continuo appello e richiesta di aiuto ai suoi compagni di classe tamponano un disastroso processo di emarginazione in corso. Nelle aule si costruiscono già ora le future differenze di classe ed i nuovi emarginati. E dove è Marco, il bambino italiano che con cuore e mente aperta, con tanta curiosità e piacere, festeggiava nel centro della città il capodanno cinese e islamico, conosceva elementi delle altre culture, mangiava coi bastoncini, disegnava ideogrammi cinesi, scriveva numeri in arabo, costruiva maschere africane ed ascoltava fiabe amerinde sul mais?
E che ne è di Li Hu, che la madre voleva mandare in Cina per fargli conservare la lingua e cultura d’origine ma che poi si era illusa che il Comune di Milano potesse garantire uno spazio anche alla sua cultura. E che ne è di tutti quegli insegnanti che con entusiasmo stavano scoprendo le altre culture ed i pesanti limiti eurocentrici della nostra?
Milano è sprofondata sempre più in un provincialismo culturale tra la rozzezza ed il razzismo.
Chi sta cercando di chiudere il cervello all’italiano Marco? Chi sta plagiando Li Hu? Chi sta emarginando Samira e Davide e le altre migliaia di nuovi alunni immigrati dall’estero?
Marco, Li Hu, Samira e Davide ed i loro insegnanti sono le nuove vittime della Moratti, di Bertagna, dell’Aprea e di tutti i sostenitori della Riforma Moratti che hanno letteralmente cancellato l’intercultura e ignorato la presenza stessa di quasi 200 000 alunni stranieri. Dalla pochezza di quanto hanno scritto si comprende come l’intercultura sia uno dei punti più deboli della loro controriforma della scuola.
A Milano quest’anno non si è mossa foglia in città, si sono mosse invece tante foglioline nelle classi dove l’intercultura è entrata nelle programmazioni di classe; ma è ben poco a fronte delle necessità.
La drastica riduzione del numero di distacchi sulla facilitazione linguistica è stato il motivo principale della fine dei progetti interculturali a dimensione cittadina. Come si stanno muovendo in città il Ministero dell’Istruzione ed il Comune?

Ministero  Istruzione:
attualmente il CSA di Milano è riuscito a conservare ben poca cosa in campo interculturale:

  • 40 distacchi (a fronte delle diverse centinaia degli anni scorsi) su progetti di facilitazione linguistica di scuola, per gestire le situazioni più complesse nelle sedi dove la percentuale  di alunni stranieri è tra il 10 ed il 32 %. Distacchi che il CSA non è tra l’altro in grado di confermare per il prossimo anno.
  • 12 distacchi parziali su progetti di rete
  • 8 distacchi per gestire  8 poli  sul territorio distrettuale.
  • Vi è poi un finanziamento regionale per la formazione e l’utilizzo di 13 mediatori culturali ROM nelle scuole con maggior presenza di nomadi, per facilitare la loro presenza ed i rapporti con le famiglie
  • Infine vi è la gestione di una Banca Dati regionale (Ismu.org) contenente dati su oltre 200 progetti in corso quest’anno nelle scuole a Milano.
  • Finanziati dalla Direzione Scolastica Regionale, di significativo e nuovo vi sono i numerosi corsi di trenta ore ciascuno su altre lingue e culture (cinese, arabo, giapponese) nelle Medie Superiori; gratuiti e aperti a tutti i corsi hanno riscontrato un boom di iscrizioni.

Questo è tutto a fronte di un continuo aumento della presenza di alunni immigrati nelle scuole e del taglio totale dei fondi per l’intercultura e la facilitazione linguistica. La realtà richiederebbe esattamente il contrario: la presenza di un facilitatore linguistico ed operatore interculturale nei plessi scolastici per ogni 10% di alunni di origine straniera sul totale, e consistenti fondi per l’intervento nelle scuole di mediatori culturali delle differenti etnie , per la promozione. dell’ intercultura nelle programmazioni scolastiche, e per l’avviamento di corsi per la conservazione della lingua e cultura d’origine.

COMUNE di Milano

Il Comune di Milano sta correndo sempre più velocemente verso il proprio suicidio strategico e culturale, di cui le premesse si potevano notare dall’anno scorso quando il Comune ostacolò la celebrazione del capodanno cinese e l’Assessore all’Educazione annullò una conferenza stampa col Provveditore agli Studi e l’intero corpo Consolare della Cina.; sgarbo mai più perdonato dal sottoscritto, dalle scuole e dal Consolato Cinese.

Non solo non vi sono più i menù etnici nel servizio di refezione scolastica, e non vi sono più i corsi sperimentali di lingua e cultura cinese nelle scuole elementari,  ma il Comune si accinge a chiudere le Scuole Civiche, compreso il suo gioiello multiculrale, la Civica Scuola di Lingue Orientali (ex-Ismeo) e va a proporre ai suoi docenti di cinese, arabo ecc di diventare funzionari comunali in qualche ufficio. Sembra infine sia in fase di chiusura lo stesso Ufficio Stranieri del Comune di Milano. 

In epoca di globalizzazione questo smantellamento delle strutture culturali urbane  impoverisce culturalmente la città e ne soffoca ogni possibile sviluppo strategico. Solo un radicale cambio di politiche culturali e le dimissioni dell’attuale Assessore all’Educazione potranno riaprire il confronto tra le diverse culture della città.
Oppure la nostra classe dirigente cittadina si assuma fin da ora  le responsabilità del fallimento delle politiche di convivenza culturale e sociale in città a fronte di un eventuale esplodere delle situazioni di  emarginazione sociale e culturale.
 
Luigi Ambrosi, insegnante

Created by donati
Luigi Ambrosi
Last modified 19-09-2005 09:04
 

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