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Legge popolare per una buona scuola per la Repubblica

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LEGGE POPOLARE

barchetta
Ottobre 2006
legge n°1600 della XV legislatura
Lettera aperta
Giugno 2005
La bozza di lavoro
Agosto 2005
Alle Presidenti e ai Presidenti dei Consigli di Circolo e dei Consigli di Istituto
Settembre 2005
Proposte di modifica
Gennaio 2006
Il testo della legge
Approvato dall'assemblea dei Comitati promotori nell'assemblea nazionale di Roma del 21 e 22 gennaio 2006
Relazione introduttiva
Questa relazione ha accompagnato la legge di inziativa popolare nella presentazione alla Corte di Cassazione
I Comitati buona scuola
 

Appello dell’Assemblea Generale sull’Educazione del IV Forum Sociale Europeo

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(Atene 7 maggio 2006)

Noi educatori, movimenti, organizzazioni, sindacati, associazioni e componenti vari della società civile che abbiamo preso parte al FSE di Atene, chiamiamo tutte le organizzazioni che hanno che fare con l’educazione in Europa a sostenere il seguente appello. Questo appello è indirizzato a tutti, a tutto coloro che lavorano nelle scuole, nei collegi e nelle università, nell’educazione non formale e nelle attività extracurricolari, agli studenti e agli scolari, alle famiglie, al mondo della cultura, della scienza e dell’arte, ai membri del Parlamento e agli altri membri elettivi, a sindacati e alle associazioni, a tutti i lavoratori e ai loro sindacati europei.

Riconfermiamo i principi della Piattaforma Mondiale di Lotta adottata dall’ atto istitutivo del Forum dell’Educazione nel 2001, dal terzo Forum Mondiale dell’Educazione di Porto Alegre nel 2004 e dal Forum Sociale Mondiale di Caracas del 2006:

  1. L’Educazione in quanto bene pubblico è una priorità globale e un inalienabile diritto umano, che influenza l'intera vita delle persone.
  2. Questo diritto è essenziale per l’accesso a tutti gli altri diritti, l'educazione è l'obiettivo prioritario fra i bisogni sociali dei lavoratori, per la costruzione di valori basati sulla solidarietà e per il pieno sviluppo ed una reale pratica della cittadinanza.
  3. Lo stato e le politiche pubbliche in generale devono assicurare che tutti i mezzi necessari siano messi a disposizione per la realizzazione e la promozione di questi diritti.
  4. E’ dovere dello stato garantire, come parte del servizio pubblico e senza discriminazioni o esclusioni legate a nazionalità, religione, gruppo etnico, sesso, classe sociale e scelta sessuale, il pieno diritto a un’educazione pubblica sostanzialmente di qualità, a tutti i livelli dalla scuola dell’ infanzia all’università.

Per tutte queste ragioni noi siamo

  • Contro tutte le politiche neoliberali nell’educazione e nell’ apprendistato, come quelle promosse e implementate dall’Unione Europea ( per esempio la Direttiva Bolkestein, i GATS, il Processo di Bologna, la dichiarazione di Lisbona ecc.).
  • Contro la subordinazione dell’educazione alle richieste del mercato.
  • Contro l’incremento dei fondi privati e del partenariato pubblico-privato nell’istituzione e nella conduzione delle scuole.
  • Contro l’approfondimento delle disuguaglianze sociali che incrementano l’esclusione sociale.
  • Contro l’impoverimento e la ristrutturazione del curriculum, che entrambi piegano l’educazione a principi e logiche mercantili.
  • Contro la precarizzazione dei lavoratori della scuola e l’introduzione o il consolidamento di tutti i tipi di lavoro flessibile.
  • Contro il razzismo e il neofascismo.

L’educazione, in quanto inalienabile diritto per tutti, deve essere un bene pubblico di alta qualità. Per questa ragione siamo profondamente determinati a combattere:

  • Per l’incremento dell’investimento pubblico nell’educazione (almeno il 7% del PIL).- Per la promozione del pensiero critico e il pieno esercizio della cittadinanza attiva.
  • Per lo sviluppo delle scuole dell’infanzia come parte del servizio pubblico.
  • Per un’educazione superiore ed universitaria e una ricerca al servizio della promozione democratica della conoscenza e della creatività.
  • Per l’acquisizione delle qualifiche necessarie e auspicabili da parte di tutti i giovani, che consenta di crescere a ciascuno/a secondo le proprie inclinazioni.
  • Per la consapevolezza delle differenze di genere e per l’uguaglianza degli accessi e dei diritti.
  • Per una educazione che non sia subordinata a stereotipi maschili.
  • Per una formazione professionale e per condizioni di lavoro di qualità per tutti i lavoratori dell’educazione.
  • Per l'inclusione dell'educazione non formale come servizio pubblico e gratuito.
  • Per l’integrazione in tutti i gradi dell’educazione degli studenti diversamente abili.
  • Per l’accesso libero e gratuito dei migranti e dei rifugiati a tutti i gradi dell’educazione e per il riconoscimento delle differenze culturali e linguistiche come un valore comune.
  • Perchè sia riconosciuto che il debito che affligge i cosiddetti paesi in via di sviluppo non è legittimo ed impedisce un investimento adeguato di quei paesi in materie fondamentali quali l'istruzione.
  • Per la partecipazione attiva dei giovani al processo sociale e per l’esercizio attivo dei loro diritti.
  • Per il taglio delle spese di guerra e per un sostanziale incremento del finanziamento all’educazione.
  • Per una scuola laica.
  • Per la promozione della pace, della cooperazione, della solidarietà e dei diritti umani per tutti, senza discriminazioni.
  • Per uno statuto degli studenti.
  • Per l’accesso alla formazione professionale nel servizio pubblico come un diritto per tutti.

In questo contesto scuole, istituzioni dell’educazione secondaria e superiore, attività extracurricolari e ogni altra area dell’educazione devono diventare uno spazio pubblico collettivo che accoglie, riconosce e crea relazioni tra tutti coloro che partecipano al processo educativo (insegnanti, studenti, alunni, genitori e comunità).

Per tutte queste ragioni è cruciale durante il prossimo periodo di tempo:

  1. Continuare e allargare il network delle organizzazioni e dei movimenti che promuovono educazione o che vi partecipano. È anche necessario rafforzare la cooperazione tra i movimenti studenteschi e i sindacati, le associazioni dei genitori, i sindacati e varie altre organizzazioni sociali e movimenti. La lotta per una educazione pubblica e gratuita riguarda tutti.
  2. Organizzare giorni di azione educativa comune sulla base di questo appello e con il seguente motto: “Noi sosteniamo l’educazione pubblica e gratuita a tutti i livelli, per tutti senza discriminazioni. Noi ci opponiamo alla privatizzazione. Noi rifiutiamo un’educazione guidata dal mercato.”
  3. Noi chiamiamo a una Settimana Europea di Azione Comune contro la mercificazione e la privatizzazione dell’educazione nella terza settimana di Novembre 2006. Per esempio il 17 Novembre noi sosteniamo la Giornata Europea di azione decisa dagli studenti.
  4. Se il network dei servizi pubblici deciderà per un giorno di azione comune, noi sosteniamo questa azione.

Created by donati
Last modified 09-11-2006 23:15
 

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