Appello dell’Assemblea Generale sull’Educazione del IV Forum Sociale Europeo
Noi educatori, movimenti, organizzazioni, sindacati, associazioni e componenti vari della società civile che abbiamo preso parte al FSE di Atene, chiamiamo tutte le organizzazioni che hanno che fare con l’educazione in Europa a sostenere il seguente appello. Questo appello è indirizzato a tutti, a tutto coloro che lavorano nelle scuole, nei collegi e nelle università, nell’educazione non formale e nelle attività extracurricolari, agli studenti e agli scolari, alle famiglie, al mondo della cultura, della scienza e dell’arte, ai membri del Parlamento e agli altri membri elettivi, a sindacati e alle associazioni, a tutti i lavoratori e ai loro sindacati europei.
Riconfermiamo i principi della Piattaforma Mondiale di Lotta adottata dall’ atto istitutivo del Forum dell’Educazione nel 2001, dal terzo Forum Mondiale dell’Educazione di Porto Alegre nel 2004 e dal Forum Sociale Mondiale di Caracas del 2006:
- L’Educazione in quanto bene pubblico è una priorità globale e un inalienabile diritto umano, che influenza l'intera vita delle persone.
- Questo diritto è essenziale per l’accesso a tutti gli altri diritti, l'educazione è l'obiettivo prioritario fra i bisogni sociali dei lavoratori, per la costruzione di valori basati sulla solidarietà e per il pieno sviluppo ed una reale pratica della cittadinanza.
- Lo stato e le politiche pubbliche in generale devono assicurare che tutti i mezzi necessari siano messi a disposizione per la realizzazione e la promozione di questi diritti.
- E’ dovere dello stato garantire, come parte del servizio pubblico e senza discriminazioni o esclusioni legate a nazionalità, religione, gruppo etnico, sesso, classe sociale e scelta sessuale, il pieno diritto a un’educazione pubblica sostanzialmente di qualità, a tutti i livelli dalla scuola dell’ infanzia all’università.
Per tutte queste ragioni noi siamo
- Contro tutte le politiche neoliberali nell’educazione e nell’ apprendistato, come quelle promosse e implementate dall’Unione Europea ( per esempio la Direttiva Bolkestein, i GATS, il Processo di Bologna, la dichiarazione di Lisbona ecc.).
- Contro la subordinazione dell’educazione alle richieste del mercato.
- Contro l’incremento dei fondi privati e del partenariato pubblico-privato nell’istituzione e nella conduzione delle scuole.
- Contro l’approfondimento delle disuguaglianze sociali che incrementano l’esclusione sociale.
- Contro l’impoverimento e la ristrutturazione del curriculum, che entrambi piegano l’educazione a principi e logiche mercantili.
- Contro la precarizzazione dei lavoratori della scuola e l’introduzione o il consolidamento di tutti i tipi di lavoro flessibile.
- Contro il razzismo e il neofascismo.
L’educazione, in quanto inalienabile diritto per tutti, deve essere un bene pubblico di alta qualità. Per questa ragione siamo profondamente determinati a combattere:
- Per l’incremento dell’investimento pubblico nell’educazione (almeno il 7% del PIL).- Per la promozione del pensiero critico e il pieno esercizio della cittadinanza attiva.
- Per lo sviluppo delle scuole dell’infanzia come parte del servizio pubblico.
- Per un’educazione superiore ed universitaria e una ricerca al servizio della promozione democratica della conoscenza e della creatività.
- Per l’acquisizione delle qualifiche necessarie e auspicabili da parte di tutti i giovani, che consenta di crescere a ciascuno/a secondo le proprie inclinazioni.
- Per la consapevolezza delle differenze di genere e per l’uguaglianza degli accessi e dei diritti.
- Per una educazione che non sia subordinata a stereotipi maschili.
- Per una formazione professionale e per condizioni di lavoro di qualità per tutti i lavoratori dell’educazione.
- Per l'inclusione dell'educazione non formale come servizio pubblico e gratuito.
- Per l’integrazione in tutti i gradi dell’educazione degli studenti diversamente abili.
- Per l’accesso libero e gratuito dei migranti e dei rifugiati a tutti i gradi dell’educazione e per il riconoscimento delle differenze culturali e linguistiche come un valore comune.
- Perchè sia riconosciuto che il debito che affligge i cosiddetti paesi in via di sviluppo non è legittimo ed impedisce un investimento adeguato di quei paesi in materie fondamentali quali l'istruzione.
- Per la partecipazione attiva dei giovani al processo sociale e per l’esercizio attivo dei loro diritti.
- Per il taglio delle spese di guerra e per un sostanziale incremento del finanziamento all’educazione.
- Per una scuola laica.
- Per la promozione della pace, della cooperazione, della solidarietà e dei diritti umani per tutti, senza discriminazioni.
- Per uno statuto degli studenti.
- Per l’accesso alla formazione professionale nel servizio pubblico come un diritto per tutti.
In questo contesto scuole, istituzioni dell’educazione secondaria e superiore, attività extracurricolari e ogni altra area dell’educazione devono diventare uno spazio pubblico collettivo che accoglie, riconosce e crea relazioni tra tutti coloro che partecipano al processo educativo (insegnanti, studenti, alunni, genitori e comunità).
Per tutte queste ragioni è cruciale durante il prossimo periodo di tempo:
- Continuare e allargare il network delle organizzazioni e dei movimenti che promuovono educazione o che vi partecipano. È anche necessario rafforzare la cooperazione tra i movimenti studenteschi e i sindacati, le associazioni dei genitori, i sindacati e varie altre organizzazioni sociali e movimenti. La lotta per una educazione pubblica e gratuita riguarda tutti.
- Organizzare giorni di azione educativa comune sulla base di questo appello e con il seguente motto: “Noi sosteniamo l’educazione pubblica e gratuita a tutti i livelli, per tutti senza discriminazioni. Noi ci opponiamo alla privatizzazione. Noi rifiutiamo un’educazione guidata dal mercato.”
- Noi chiamiamo a una Settimana Europea di Azione Comune contro la mercificazione e la privatizzazione dell’educazione nella terza settimana di Novembre 2006. Per esempio il 17 Novembre noi sosteniamo la Giornata Europea di azione decisa dagli studenti.
- Se il network dei servizi pubblici deciderà per un giorno di azione comune, noi sosteniamo questa azione.
