Proposte di modifica
Proposte di modifica del Comitato del Coordinamento insegnanti e genitori delle scuole superiori di Bologna, costituitosi il 12 gennaio 2006.
1) Finanziamenti pubblici alle scuole private
Visto il vertiginoso aumento dei finanziamenti diretti e indiretti alle scuole private e il persistere della politica dei tagli dei contributi alle scuole statali si ritiene necessario inserire un esplicito richiamo al divieto di ogni finanziamento pubblico alle scuole private.
Art. 1, c. 3, dopo il riferimento al 6% del PIL
“ E’ vietato, ai sensi dell’art. 33 della Costituzione, ogni onere a carico dello Stato, delle Regioni e dei Comuni per sostenere l’attività e il funzionamento delle scuole private di ogni ordine e grado”
2) Partecipazione
L’art. 1, c 14 affronta il tema della partecipazione e degli organi collegiali in modo parziale, entrando nel dettaglio solo per quanto riguarda il versante dei genitori. Non viene affrontato l’intreccio fra l’autonomia delle scuole e il ruolo monocratico dei dirigenti scolastici, che, assommando i poteri di indirizzo, di gestione e di coordinamento didattico, privano di ogni reale competenza gli organi collegiali e rendono improduttivi i momenti di partecipazione dei genitori, degli studenti e degli insegnanti. Il decreto n. 59/1998, assegnando la responsabilità dei risultati ai soli Dirigenti, li ha fatti diventare parte dell’amministrazione. In tal modo la scuola diventa un’istituzione corporativa, che risponde delle sue attività solo verso l’alto e non verso il basso.
Non viene affrontata in alcun modo la questione della partecipazione degli studenti, molto sentita nelle scuole superiori.
Non si affronta il tema dell’esautoramento del ruolo dei Collegi dei docenti.
Pertanto si propone o di stralciare il comma, limitandolo ad una enunciazione del valore della partecipazione di tutte le componenti, riservandosi la possibilità di sviluppare una proposta successiva, o di entrare nel merito di tutta la questione della partecipazione in relazione all’equilibrio dei poteri fra i vari organi e fra l’amministrazione e le diverse componenti
Riscrittura art. 1, c 14
Mantenimento delle prime 8 righe, eliminazione delle altre, poi
“per quanto riguarda il riordino degli organi collegiali e il riequilibrio dei poteri fra amministrazione, dirigenza e organi scolastici di scuola e territoriali si rinvia ad una apposita legge che deve essere licenziata entro 12 mesi dall’entrata in vigore della presente legge e si deve ispirare ai principi ispiratori del presente articolo”.
3) Scuole superiori
Sono sorte diverse perplessità sul carico orario per gli studenti. Solo il raggiungimento dell’obiettivo di superare il divario fra sapere e saper fare in tutte le discipline e i tutti gli indirizzi e l’avvicinamento delle pratiche didattiche dei licei e degli istituti tecnici e professionali, può rendere possibile pensare a tempi di permanenza a scuola dei giovani che superino le 30 ore, soprattutto nel momento in cui si propone l’obbligo a 18 anni.
Solo mettendo in luce la differenza sostanziale fra il modello di scuola proposto dalla legge e quello attuale si può evitare la riproposizione della dicotomia fra il canale liceale riservato allo studio della cultura disinteressata e quello professionale indirizzato all’apprendimento di un mestiere
art. 4, c. 4 riscrittura
“Il tempo scuola varia a seconda delle aree dalle 30 alle 36 ore, di cui 1/6 di orientamento. Il curricolo di base è uguale in tutti gli Istituti ed è caratterizzato da una forte impostazione laboratoriale di tutte le discipline, finalizzata a collegare il sapere e il saper fare. Il curricolo di orientamento………
