Verbale riunione 13 dicembre
Martedì 13 dicembre alle ore 21.00, nella Scuola elementare di viale Mugello a Milano si è riunito il coordinamento di zona 4 per proseguire la discussione sulla legge di iniziativa popolare per una buona scuola della Repubblica.
Sono presenti genitori e/o insegnanti delle seguenti scuole: Ist. compr. Via Polesine, Ist. compr. Via Dalmazia, Ist. compr. Morosini – Manara, Scuola elementare Mugello-Mezzofanti, circolo Martinengo/Monte Piana/Puglie, ITC Verri.
Si riprende la lettura della legge a partire dal comma 6 dell’articolo 3 (Scuola Elementare).
Articolo 3, comma 7. Viene sollevata la questione relativa al numero di ore svolte in aula dagli alunni del modulo e da quelli del tempo pieno. Da quanto si legge (organizzazione modulare a 30 ore e il tempo pieno a 40 ore) non sembra chiaro se le ore settimanali svolte in aula siano uguali in entrambi i modelli didattici. Elena si occuperà di chiarire la questione per poi riferire durante la prossima riunione.
Articolo 3, comma 12. Viene sollevata la questione relativa all’esame di quinta elementare, abrogato dalla riforma Moratti e non ripristinato nella bozza di legge popolare. Dopo ampia discussione sul valore o meno di un "rito di passaggio" non si è arrivati alla formulazione di un emendamento che ripristini l’esame, ma per qualcuno resta il dubbio che l’esame possa essere ancora importante.
A partire dalla questione esame si è giunti a parlare degli istituti comprensivi, così come era già stato fatto in occasione della discussione dell’articolo 1, comma 10. In tutta la bozza di legge solo in quel comma si parla di istituti comprensivi. Tutti, rispetto alla loro esperienza diretta, sono convinti che per il momento gli istituti comprensivi siano stati un gran fallimento. Si ritiene che per il momento l’unico obiettivo raggiunto, tra quelli previsti da chi ha deciso di istituirli, sia stato la riduzione del personale dirigente e ATA mediante l’accorpamento di scuole materne, elementari e medie. Per il resto non sembra abbiano prodotto niente di buono: la percezione che si ha all’esterno è ancora di scuole separate e non di un’unica scuola, ed allo stesso modo la stessa percezione si ha all’interno. Negli istituti comprensivi la discontinuità presente tra elementare e media è ancora molto evidente. Chi insegna alle medie lavora in modo completamente diverso da chi insegna alle elementari: alle medie non si programma veramente, ma solo apparentemente, contrariamente a ciò che accade sistematicamente nella scuola elementare.
Questa discontinuità di metodo ha impedito fino a questo momento la possibilità di programmare su otto anni, e non prima su cinque e dopo su tre, i curricoli delle singole discipline. I collegi docenti sono spaccati: insegnanti delle elementari da una parte e insegnanti delle medie dall’altra, a volte anche riuniti proprio separatamente.
All’interno dello stesso istituto c’è scarsa mobilità degli insegnanti: pochi insegnanti delle medie presenti nelle classi delle elementari, fatta eccezione per quelli delle “educazioni”, a fronte di nessun insegnante delle elementari presente nelle classi delle medie. La separazione tra insegnanti all’interno dello stesso istituto non aiuta gli alunni nel passaggio dalla scuola elementare alla scuola media, e forse è proprio questo l’obiettivo che in assoluto fino a questo momento non è stato raggiunto. Il passaggio da elementare a media va ripensato, il salto da due o tre insegnanti per tutte le discipline a sette o otto insegnanti, uno per ogni disciplina o quasi, è troppo brusco. Gli alunni andrebbero maggiormente accompagnati in questa fase, prevedendo un passaggio più graduale.
La discussione che si è sviluppata è stata davvero interessante e partecipata, e questo verbale riesce solo marginalmente a darne un’idea.
In conclusione per quanto riguarda i commi dal 6 al 15 dell’articolo 3 non sono proposti emendamenti.
Alle ore 23.30 circa la riunione si conclude, dandosi appuntamento nello stesso luogo per martedì 10/01/06 (seguirà convocazione dopo aver avuto il permesso di utilizzare la sede).
Il presente verbale è stato scritto (assolutamente in ritardo) da Mario Piemontese.
