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Legge popolare per una buona scuola per la Repubblica

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LEGGE POPOLARE

barchetta
Ottobre 2006
legge n°1600 della XV legislatura
Lettera aperta
Giugno 2005
La bozza di lavoro
Agosto 2005
Alle Presidenti e ai Presidenti dei Consigli di Circolo e dei Consigli di Istituto
Settembre 2005
Proposte di modifica
Gennaio 2006
Il testo della legge
Approvato dall'assemblea dei Comitati promotori nell'assemblea nazionale di Roma del 21 e 22 gennaio 2006
Relazione introduttiva
Questa relazione ha accompagnato la legge di inziativa popolare nella presentazione alla Corte di Cassazione
I Comitati buona scuola
 

Verbale della riunione del 10 gennaio 2006 del coordinamento zona 4 Milano

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Martedì 10 gennaio alle ore 21.00, nella Scuola elementare di viale Mugello a Milano si è riunito il coordinamento di zona 4 per terminare la discussione sulla legge di iniziativa popolare per una buona scuola della Repubblica.

Sono presenti genitori e/o insegnanti delle seguenti scuole: Ist. compr. Via Dalmazia, Ist. compr. Morosini – Manara, Scuola elementare Mugello-Mezzofanti, SMS Cipro-Ascoli, ITC Verri, ITC Gramsci, Martinengo, Puglie, Monte Piana.

Si comincia chiedendo se ci sono integrazioni sulle questioni lasciate in sospeso nell’ultima riunione.
Riguardo alla questione dell’orario scolastico del tempo-modulo per le elementari la situazione preriforma prevedeva effettivamente 27 ore di lezione in prima e seconda e 30 a partire dalla terza (per l’aggiunta delle 3 ore di inglese). La proposta di legge di iniziativa popolare propone 30 ore tout-court dalla prima e i presenti accettano questa proposta.
Per l’esame di quinta elementare rimane aperta la distinzione tra chi crede che sia giusto sancire con riti di passaggio i momenti di discontinuità a marcare le fasi di crescita dei ragazzi e chi ritiene che questi siano inutili. Non trovando un accordo in proposito non si formalizza alcuna proposta di modifica.
Anche sulla questione degli istituti comprensivi, vista l’esperienza generalizzata di delusione rispetto alle pur forti attese nei casi in cui questi sono stati attivati, non si ritiene di chiedere modifiche.

Articolo 3

Si riprende poi l'esame analitico della legge (confronta www.leggepopolare.it per la versione integrale originale).

Al comma 6 dell'articolo 3 bisogna correggere un errore di concordanza di genere.

… modello didattico, ove il numero degli/lle alunni/e interessati/e non sia inferiore a 15.

Lo stesso al comma 7 dell’articolo 3

… le preferenze sul modello didattico esplicitate dai/lle docenti coinvolti/e.

Aricolo 4

Al comma 1 dell’articolo 4 correggere un refuso

La Scuola Superiore accoglie tutti i ragazzi/e (nel) presenti sul territorio nazionale. …

Al comma 2 dell’articolo 4 si propone di cambiare la congiunzione all’ultima riga (“e” invece che “o”) per sottolineare che l’accesso ai livelli successivi di istruzione e l’accesso al mondo del lavoro hanno pari dignità.

… capacità adeguate per l'accesso ai livelli successivi di istruzione e formazione e (o) al mondo del lavoro.

Si svolge un'approfondita discussione sul biennio unitario. Qualcuno dei presenti, pur condividendo l’impostazione generale, avanza dei dubbi di tipo tecnico: se la parte di orario di orientamento è necessariamente così limitata per salvaguardare l’impostazione unitaria, le ore del triennio saranno sufficienti a garantire un’adeguata formazione professionalizzante? E d’altra parte un numero così limitato di ore sarà sufficiente a permettere che i ragazzi possano rendersi conto se si sono iscritti e si stanno avviando alla scuola che risponde alle loro aspirazioni o non sia meglio che cambino prima che sia trascorso troppo tempo?
Si concorda alla fine di lasciare il testo in questa forma, perché tutti (tutto il paese) dovremo fare un grande sforzo di volontà per cambiare mentalità, uno sforzo paragonabile a quando 40 anni fa si eliminò l’avviamento professionale per fare la scuola media unificata, un’operazione che allora poteva apparire un azzardo ma alla fine si è rivelata una scommessa vincente sul futuro del paese.

Al comma 5 dell’articolo 4 si discute sulle macro aree. La volontà è quella di eliminare completamente la gerarchizzazione attualmente esistente che vede nell’immaginario collettivo in testa alla piramide il liceo classico e poi via via il liceo scientifico, gli istituti tecnici, gli istituti professionali. Si propone quindi di denominare un’area tecnico-scientifica a significare la necessità di non disgiungere la scienza dalla tecnica (non esiste nessuno scienziato che possa fare scienza senza un corredo di tecnica e di tecnici che glielo permettano) e di eliminare la dizione professionale per togliere anche dalla sola immaginazione di alcuni insegnanti che il possibile accorpamento con gli attuali istituti professionali sia dequalificante per la loro scuola e il loro prestigio sociale e professionale.

… in 5 macro-aree: umanistica, tecnico-scientifica, tecnica(o-professionale), artistica, musicale. ...

Al comma 6 dell’articolo 4 si propone di specificare la necessità di un regolamento per le sperimentazioni.

… dagli stessi Istituti, dalle Regioni, dal Ministero, secondo modalità stabilite da un apposito regolamento.

Al comma 6 dell’articolo 4 si propongono alcune modifiche, per sottolineare chi nomina le commissioni d’esame, che queste devono essere presiedute da un docente di scuola statale (in maniera che fra le righe si capisca che anche le commissioni delle scuole non statali devono essere costituite allo stesso modo). Non si vede poi motivo per cui i presidenti debbono venire da lontano (è in realtà un inutile aggravio di spesa, anche se a parere di qualcuno poteva costituire un’occasione di confronto fra diverse realtà e modi di fare scuola) ed è opportuno non specificare il numero dei commissari ma solo le proporzioni, perché in diverse aree e indirizzi le materie da rappresentare possono essere diverse.

… Ogni commissione esaminatrice, nominata dal Ministero, è presieduta da un/a docente di (una regione diversa da quella dell'Istituto) scuola statale e composta per il 50% da (otto) docenti(, di cui quattro) di altro Istituto. ...

All’articolo 5 si propongono le seguenti modifiche:

comma 1 punto b: il decreto riguarda il primo ciclo di istruzione (e non solo la scuola primaria)
il decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59 (primo ciclo di istruzione (scuola primaria)
si propone inoltre di aggiungere 5 abrogazioni:

il decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226 (secondo ciclo) 

il decreto legislativo 4 novembre 2005, n. 227 (formazione degli insegnanti)

Il comma 1 dell’articolo 35 della Legge 27 dicembre 2002, n. 289 - finanziaria 2003 - (riconduzione delle cattedre a 18 ore settimanali)

comma 128 articolo 1 legge 30 dicembre 2004, n 311 (finanziaria 2005: insegnamento inglese nella scuola primaria)

comma 129 articolo 1 legge 30 dicembre 2004, n 311 (finanziaria 2005: oneri per supplenze brevi)


Alle ore 23.50 circa la riunione si conclude, dandosi appuntamento per la riunione di sintesi cittadina del 15/1 e per una successiva riunione del coordinamento per martedì 31/1 in luogo da destinarsi.

Il presente verbale è stato scritto da Roberto Attanasio

Created by donati
Last modified 13-01-2006 01:23
 

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